La strategia WOCE può essere considerata come un’evoluzione del metodo della Comunicazione Facilitata (metodologia di CAA nata in Italia nel 1994); è stata infatti ideata da un gruppo di studiosi che alla luce di una serie di nuove scoperte e conoscenze (in particolare l’esistenza di particolari neuroni, fondamentali nei processi di apprendimento, definiti neuroni a specchio e l’esistenza di un “cervello emotivo”) e sulla base di alcune pecche del metodo della Comunicazione Facilitata (come la rigidità delle metodologie, la poca formazione dei cosiddetti facilitatori, ma anche e soprattutto il fatto che il gesto di facilitazione non mirasse all’acquisizione di abilità di indicazione intenzionale da parte del soggetto facilitato), hanno preso le distanze dalle pratiche proprie di tale metodo dando, appunto, vita alla strategia WOCE.Strategia Woce
L’ acronimo inglese WOCE sta per Written Outuput Communication Enchangement, che può essere così tradotto: Scrittura per lo sviluppo della Comunicazione.
Un concetto base della strategia WOCE è che chi ne usufruisce svolge un training di apprendimento per lo sviluppo di:
1)    Abilità sottese all’acquisizione del processo comunicativo;
2)    modalità simboliche e non simboliche della comunicazione;
3)    abilità di scrittura quale modalità di comunicazione alternativa al linguaggio verbale.
Ciò implica un percorso di lavoro volto alla riabilitazione della programmazione dell’atto motorio volontario e dell’uso intensionale del gesto di indicazione (pointing) considerato come elemento fondamentale e basilare dello scambio comunicativo.
I presupposti di base per un intervento WOCE sono quattro:
1.    l’attore principale dell’intervento è la persona con disabilità della comunicazione ed è su di esso che si calibrano gli interventi per minimizzare le difficoltà e potenziarne le abilità;
2.    si parte da facilitazioni massive per poi giungere a facilitazioni minime o nulle,
3.    il monitoraggio del progetto non è facoltativo ma è un diritto/dovere di chi intraprende il percorso.
L’evoluzione della Comunicazione Facilitata in strategia WOCE  porta a numero differenze, sia teoriche che pratiche, fin dalle primissime fasi del percorso, è quindi opportuno delineare quelle che sono le linee guida della strategia WOCE.
La strategia WOCE è rivolta a tutti quei soggetti che, a causa di fattori genetici o acquisiti, presentano una compromissione del linguaggio verbale e/o della comunicazione, e ha l’obiettivo di aiutarli ad esprimere i loro bisogni e pensieri consentendo così un’interazione più efficace col mondo esterno, generalizzando tali competenze nei più svariati contesti, raggiungendo il massimo livello possibile di autonomia nella comunicazione.
È auspicabile intraprendere un intervento di strategia WOCE in modo intensivo e il più precocemente possibile al fine di:
•    consentire una partecipazione più efficace alla vita di relazione;
•    minimizzare le conseguenze comportamentali dovute ad un’inadeguata capacità di comunicazione;
•    favorire lo sviluppo dell’apprendimento del linguaggio;
•    sfruttare al massimo la “finestra temporale” più idonea per l’apprendimento del linguaggio;
•    prevenire le difficoltà potenziali successive con l’acquisizione del linguaggio scritto.

Un percorso riabilitativo ed educativo basato sulla strategia WOCE si articola nelle seguenti fasi:
1.    valutare, prima dell’avvio del programma,le strategie di comunicazione ed interazione già attive nel contesto abituale della persona;
2.    valutare il profilo cognitivo della persona con strumenti validi (le valutazioni ripetute ne tempo consentono poi di monitorare i progressi dell’individuo);
3.    avviare un percorso propedeutico all’utilizzo della scrittura che sviluppi l’attenzione congiunta e l’uso di simboli;
4.    riferirsi allo sviluppo potenziale delle abilità della persona ed utilizzare facilitazioni verbali, motorie o di altro tipo,che rendano possibile una progressione dell’esercizio abilitativo riabilitativo ed educativo;
5.    sviluppare l’intenzionalità comunicativa;
6.    avviare l’apprendimento a scopo comunicativo del codice scritto.

È importante sottolineare che per un buona riuscita di questo percorso riabilitativo ed educativo è necessario che la persona interessata sia un soggetto attivo,ma è altrettanto necessario coinvolgere nel progetto tutte le persone di riferimento del suo contesto di vita.
Ho precedentemente affermato che una delle cause che hanno spinto gli ideatori della strategia WOCE a prendere le distanze dalla Comunicazione Facilitata è stata quella della poca professionalità e formazione degli operatori, è per tali motivi essi fanno riferimento ad un Comitato Tecnico Scientifico che stabilisce i contenuti e l’articolazione dei corsi di formazione e degli incontri di informazione WOCE. Tale Comitato riconosce e autorizza i formatori che sono i responsabili della formazione e dell’operato degli operatori/facilitatori WOCE.

Il facilitatore deve essere in grado di:
•    contribuire ad individuare strategia per la gestione del comportamento e saperle anche utilizzare;
•    fornire supporti per lo sviluppo di una comunicazione chiara e sempre più articolata e complessa;
•    potenziare le capacità di interazione sociale;
•    assicurare feedback e monitoraggio nella produzione scritta;
•    contribuire ad identificare e rimuovere eventuali barriere attinenti alla persona e/o all’ambiente;
•    contribuire ad identificare gli elementi facilitanti presenti o potenziali;
•    promuovere l’indipendenza;
•    documentare progressi;
•    incoraggiare e promuovere la comunicazione con più partners in più contesti;
•    integrare efficacemente le diverse modalità di comunicazione;
•    lavorare in équipe.

Grazie ai risultati ottenuti dalla strategia WOCE, e alla serietà della formazione dei facilitatori WOCE, il MIUR ha riconosciuto, l’efficacia della strategia riconoscendo i facilitatori WOCE come assistenti all’autonomia e alla comunicazione.
L'assistente all’autonomia e alla comunicazione nella legislazione vigente
è previsto dai seguenti atti normativi:
- Articoli 42-45 del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 24 luglio 1977, n. 616
- Articolo 13, comma 3 della Legge104/92.
All’assistente per l’autonomia e comunicazione competano funzioni specifiche che differenziano questa figura dall’insegnante di sostegno, con cui deve cooperare in sinergia, secondo gli obiettivi del PEI (Piano Educativo Individualizzato).
L’assistente all’autonomia e alla comunicazione è quindi un operatore che media la comunicazione e l'autonomia dello studente disabile con le persone che interagiscono con lui nell’ambiente scolastico e ciò può compiersi anche mediante strategie e ausili necessari per garantire un’interazione efficace.
La procedura di assegnazione dell’assistente specialistico deve essere frutto dell’azione sinergica dei diversi organi chiamati a garantire l’integrazione scolastica dell’alunno disabile. Innanzitutto nella certificazione della USL e nella diagnosi funzionale occorre che venga riconosciuta (o meno) la necessità di questa figura di assistenza. Sarà quindi lo stesso Gruppo Multidisciplinare (in cui siedono Scuola, USL ecc.), ovvero il Gruppo di Lavoro operativo di cui all’articolo 15, comma  1 della Legge 104/92, a completare le necessità e le modalità; il Dirigente Scolastico, invece, dovrà farsi portavoce presso l’Ente Pubblico locale, richiedendo per tempo di fornire l’assistente specializzato all’alunno nella figura professionale individuata dalla USL.
In realtà, nonostante le buone intenzioni della legge, le lungaggini burocratiche e la mancanza di fondi, non consente un’assistenza completa, spesso, i progetti hanno inizio ad anno scolastico inoltrato, impedendo così un’azione più efficace. Inoltre non si capisce perché una figura così importante, anche legalmente riconosciuta, al di fuori del comparto scuola, debba essere completamente a carico delle famiglie. Come in molti casi succede, dove lo stato è carente sopperiscono le associazioni, per questo ringrazio l’ANEF che si fa carico delle terapie domiciliari, propedeutiche a qualsiasi progetto scolastico.


 Dott.ssa  Marianna Felaco